Il parco di Villa Mazzucchelli è stato aperto per la prima volta al pubblico a maggio del 2013 in occasione della mostra-mercato Musei in Fiore.

Si tratta di un parco all’italiana e sorge sul retro di Villa Mazzucchelli coprendo una sup. di 60.000 mq. La sua costruzione fu ultimata nel 1755 sotto la proprietà di Giammaria Mazzucchelli, Ciliverghe infatti era il luogo prediletto ed amato dal noto letterato, luogo propizio alla meditazione, allo studio ed agli incontri con gli amici (la villa era abitata da marzo fino ad ottobre novembre).

Al parco si accede direttamente da una scalinata a doppia rampa situata nella facciata posteriore della Villa. I resti di una fontana che ospitava un Nettuno, opera di Alessandro Callegari, testimoniano l’antica presenza di dieci statue di Maschere senza piedistallo alte 1,12 mt che vennero trafugate dopo la seconda guerra mondiale. La villa venne infatti occupata prima dai tedeschi e poi dagli americani, ma i contadini che lavoravano nel brolo conservano memoria delle antiche statue.

Le statue erano disposte lungo un vialetto che, partendo dalla fontana di Nettuno, portava in fondo al parco dividendo così il grande prato circolare e formando due mezzelune circondate da grandi alberi. In fondo al brolo, sorgeva un fertile orto che dava ottima frutta e verdura – di questi si ha notizia quando un ospite del Mazzucchelli scrive ad un parente “dell’eccellente frutta e verdura fresca che ogni giorno gusta”. Del parco si ha un’eccellente vista della torretta posta nella parte anteriore della villa e parzialmente oscurata dall’imponenza del timpano.

Per quanto riguarda l’irrigazione del parco venivano utilizzate due grandi vasche d’acqua poste sulla strada all’ingresso della villa e contenenti pesci fino agli anni ’60 del secolo scorso, ora aiuole fiorite. Le vasche venivano alimentate da una seriola derivata a nord-ovest dalla roggia Mazzanesca*.

Un ulteriore piccolo canale, passando sotto la strada, conduceva l’acqua lungo il fianco occidentale del nucleo residenziale fino al giardino posteriore. Nel fondo di questi era collocato il brolo per la cui irrigazione ci si poteva servire di ulteriori canali, tutt’ora esistenti, derivanti a est dalla Mazzanesca.

Nel parco della villa è possibile tutt’oggi ammirare il “Re”- così lo chiamava la signora Franca Meo fondatrice dei Musei Mazzucchelli,  – il vecchio cedro del Libano con più di 260 anni. Ad esso Franca Meo ha dedicato un toccante racconto di dolore e di rinascita e dispose che l’aiuola sottostante fosse sempre fiorita e verde in ogni stagione dell’anno. (cnf. L’Albero. Il gabbiano solitario e altri racconti di F. Meo). Nei pressi del “Re”, Franca Meo aveva fatto erigere un gazebo, sempre disponibile per le persone disabili in visita alla collezioni. Lì sotto li faceva accomodare a consumare la loro merenda tra una visita e l’altra nelle belle giornate di sole.

Gli attrezzi agricoli presenti nel parco sono frutto della collezione privata dell’attuale proprietà.

Curiosità

Un giorno Franca Meo disse ai propri collaboratori di aver letto in alcuni documenti che nell’800 all’interno del parco ci fu un duello tra il conte Lechi e un Mazzucchelli (erano cugini). Motivo del duello, “una bella ragazza”. Ciò fece sorridere tutti…. a proposito, vinse il Mazzucchelli!

*Roggia Mazzanesca è formata dalle acque del Naviglio e si divide in cinque rami che a loro volta alimentano altri canali e rogge.

Il parco della Villa è oggi visitabile in occasione degli eventi in programmazione ed è a disposizione per i gruppi e le visite guidate

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